La crisi dei precedenti anni sta finalmente lasciando il posto ad una lenta ricrescita, ma i prezzi delle case in Italia tendono a rimanere bassi, nonostante la ripresa sia concreta anche nel settore immobiliare ed edilizio. Questa stentata ripartenza del valore degli immobili è dovuta ad un potere d’acquisto ancora troppo basso, legato a stipendi minimo o precari che non permettono di investire in maniera concreta. Ma come se la cava il resto del mondo? In questo breve articolo vedremo i dati delle altre nazioni e li confronteremo col nostro Paese.

Secondo dei recenti rilevamenti effettuati da BIS (Bank for International Settlements), sembra che i paesi evoluti abbiano più difficoltà ad incrementare i prezzi delle case rispetto a quanto accade nei paesi in via di sviluppo. I numeri parlano chiaro: Canada, Australia e Stati Uniti sono stati i Paesi evoluti che hanno registrato il tasso di crescita annuo dei prezzi più alto: rispettivamente 16%, 8% e 4%. I Paesi europei e il Regno Unito hanno registrato in media un aumento annuo del 2%, ma il risultato è ancora inferiore del 9% rispetto al 2008 e al periodo pre-crisi.

Tra i Paesi emergenti è l’Asia che si piazza al primo posto come mercato più vivace, con in testa Hong Kong che cresce al ritmo del 19% annuo, quindi la Cina con l’8% e l’India con +65%. I prezzi in media sono in tutto il continente più alti di quelli del 2008 di ben il 27%. L’ Italia invece si trova a fare i conti con i danni postumi della crisi che ha abbassato il valore degli immobili di circa l’ 1% per ogni anno di crisi arrivando fino ad un 10% circa in meno, portando il nostro Paese ai livelli di Sud Africa, Brasile e Russia.

Acquistare ora un immobili coi prezzi delle case così bassi potrebbe essere un’ ottima idea se avete i soldi per potervelo permettere. Le previsioni infatti lasciano sperare che l’incremento degli ultimi anni sarà costante nel tempo e quindi, nel lungo periodo, una valida scelta.