Gli anziani risparmiatori che aiutano le famiglie

Posted by on Set 18, 2018 in Prestiti | 0 comments

È un po’ strano pensare che siano gli anziani risparmiatori in Italia ad aiutare le proprie famiglie, quando fino a qualche anno fa, era sicuramente il contrario. Se non ci fossero i saggi nonnini però molti figli e nipoti a quest’ ora si ritroverebbero in mezzo ad una strada, con nemmeno un tetto sulla testa. Ma perché siamo arrivati a questo e cosa rende i nostri over 60 così indispensabili e “bravi” nel risparmiare?

I nostri over 65, seconda una recente ricerca, sono i più bravi a risparmiare in Europa con ben il 54% degli intervistati che ha dichiarato di gestire con parsimonia i propri guadagni. Questa attenzione nell’amministrazione delle finanze, unita ad un’ adeguata pensione che sempre più spesso sta diventando privilegio di pochi, è la chiave secondo cui gli anziani risparmiatori sono la prima fonte di sostentamento per l’intera famiglia.

Non è un caso infatti che per la maggior parte dei finanziamenti, piccoli o grandi che siano, i garanti risultino spesso essere proprio gli anziani. Nonni e nonne ansiosi di aiutare figli e nipoti come meglio possono, che riescono ad offrire garanzie migliori di giovani occupati che stentano a raggiungere uno stipendio umano a fine mese.

Questo è il quadro dell’Italia di oggi, un Paese in cui gli anziani risparmiatori riescono, ancora una volta, a portare sulle proprie spalle il peso di un’ economia ed un diritto al lavoro spesso malandati. Molti dei nostri operosi vecchietti amano sentirsi utili, sia per la società che per la propria famiglia, ma è davvero giusto come Nazione, lasciare che siano loro a sobbarcarsi la maggior parte degli oneri? Riflettiamoci.

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Imprese nel settore turistico, come si regolano in Italia?

Posted by on Lug 6, 2018 in Notizie Legali | 0 comments

Il settore del turismo è uno dei più redditizi per un paese come il nostro ricco di arte, storia e cultura. Chi desidera aprire un’ impresa nel settore turistico però deve essere ben a conoscenza di tutte le normative e di quello che viene richiesto ad un’ azienda turistica per operare nel pieno della legalità. In questo articolo cercheremo di darvi alcune informazioni generali sulla normativa vigente e delle dritte su come avviare questo tipo di attività.

La normativa che regola diritti e doveri delle imprese turistiche è il Decreto Legislativo 79/2011, che contiene le disposizioni legislative statali, nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea e delle attribuzioni delle Regioni e degli Enti Locali. Suddetta legge viene integrata dalle discussioni e decisioni che vengono prese durante la Conferenza Nazionale del Turismo che si tiene almeno una volta ogni 2 anni e che ha la funzione di mantenere l’ uniformità dell’offerta turistica italiana.

In base al Codice, per imprese turistiche si intendono quelle che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. Anche le imprese turistiche senza finalità di lucro sono obbligate a rispettare suddetti principi.

Per poter svolgere l’attività, l’impresa turistica deve tassativamente comparire nel Registro delle Imprese, con regolare iscrizione. In oltre è necessaria anche la SCIA ovvero Segnalazione Certificata di Inizio Attività, fondamentale per poter avviare il proprio esercizio ed ottenere quindi benefici ed oneri del caso.

Nel pieno rispetto della normativa sancita dalle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, le agenzie turistiche devono impegnarsi a fornire mezzi e servizi adeguati a questi clienti per garantire un trattamento alla pari con gli altri, senza costi aggiuntivi.

Con il decreto 83/2014 convertito poi in legge, sono state stanziate risorse per agevolare le nuove startup nel settore turistico ed agevolarne quindi il rilancio.

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Cosa è e come funziona l’escrow

Posted by on Giu 2, 2018 in Notizie Legali | 0 comments

Per definire l’ escrow o acconto di garanzia in italiano, è necessario capire prima quali sono le sue funzioni. Quello che si prepone questa pratica è l’assicurare che un bene, sia esso reale o virtuale, venga preservato ed elargito al destinatario solo al verificarsi di determinate condizioni.

Scendendo più nello specifico della definizione possiamo utilizzare un esempio pratico per spiegarne il funzionamento: il depositante (soggetto che possiede il bene) lo affida al fiduciante (colui che ha il compito di custodirlo), fino a che si verificheranno le condizioni espresse nel contratto sancito al momento dell’affidamento del bene.

Quando queste condizioni saranno soddisfatte, allora il fiduciante dovrà consegnare il bene ad un beneficiario, anch’ esso precedentemente indicato nel contratto. Questo è in generale il principio su cui si basa l’ escrow.

Si può applicare l’escrow a qualunque tipologia di bene, sia esso un documento, una somma di denaro, dei titoli e via discorrendo. Uno degli utilizzi più comuni, ad esempio, è la crittazione di chiavi digitali. Visto che ormai i dati sensibili scambiati ogni giorno in rete sono sempre di più, ci si affida a terzi per metterli in sicurezza tramite chiavi pubbliche e private.

Stipulare un escrow con una società come eWitness ad esempio, è un ottimo modo per rendere sicura ed univoca la propria firma digitale, ormai richiesta per autenticare molti documenti online o per effettuare acquisti ed operazioni con questo strumento.

Ora che sai cos’è un escrow e a cosa serve, siamo certi che saprai farne buon uso per proteggere tutti i dati sensibili che ti riguardano. Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo inoltre a visitare il link riportato poco più su in questo articolo.

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La Neuron Guard, esempio di startup di successo

Posted by on Mar 22, 2018 in Finanziamenti | 0 comments

Oggi vogliamo aprire una piccola parentesi per dimostrarvi come un finanziamento, se ben gestito, può trasformarsi in un vero successo e vogliamo farlo prendendo come esempio la storia, tutta italiana, della Neuron Guard, startup che ha aperto i battenti 2 anni fa partendo proprio da un finanziamento regionale, per raggiungere quasi 656 mila euro di quest’anno.

Partiamo al principio. Per startup si intendono quelle aziende nuove, create spesso da giovani, che si affidano ai finanziamenti statali o privati, per avviare la loro attività e realizzare gli obiettivi pianificati. Il primo step è quindi l’idea. Un giovane che magari ha appena finito la propria formazione e desidera creare una propria società basata sulla sua visione, deve trovare dei finanziatori.

I bandi regionali, statali o anche quelli indetti dai privati sono un ottimo punto di partenza. La Neuron ad esempio è il frutto degli sforzi di due laureati italiani Enrico Giuliani, medico specializzato in anestesia e rianimazione, e Mary Franzese, economista. I due hanno unito le loro idee per creare un sistema innovativo per la prevenzione dei danni cerebrali dovuti all’ipossia. Si tratta di un collare refrigerato che rallenta il deterioramento cellulare dando tempo ai soccorsi e ai medici di intervenire, evitando che il paziente subisca danni permanenti.

Questa è la testimonianza che come una grande idea unita alla fiducia degli investitori, possa creare davvero qualcosa di buono ed utile a tutti. Ecco perchè se avete un progetto valido, che potrebbe aiutare molti, dovete provare a chiedere il bando per la start up….investire è sempre rischioso ma spesso anche molto redditizio.

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Prezzi delle case: differenze fra Italia e resto del mondo

Posted by on Dic 7, 2017 in Mutui | 0 comments

La crisi dei precedenti anni sta finalmente lasciando il posto ad una lenta ricrescita, ma i prezzi delle case in Italia tendono a rimanere bassi, nonostante la ripresa sia concreta anche nel settore immobiliare ed edilizio. Questa stentata ripartenza del valore degli immobili è dovuta ad un potere d’acquisto ancora troppo basso, legato a stipendi minimo o precari che non permettono di investire in maniera concreta. Ma come se la cava il resto del mondo? In questo breve articolo vedremo i dati delle altre nazioni e li confronteremo col nostro Paese.

Secondo dei recenti rilevamenti effettuati da BIS (Bank for International Settlements), sembra che i paesi evoluti abbiano più difficoltà ad incrementare i prezzi delle case rispetto a quanto accade nei paesi in via di sviluppo. I numeri parlano chiaro: Canada, Australia e Stati Uniti sono stati i Paesi evoluti che hanno registrato il tasso di crescita annuo dei prezzi più alto: rispettivamente 16%, 8% e 4%. I Paesi europei e il Regno Unito hanno registrato in media un aumento annuo del 2%, ma il risultato è ancora inferiore del 9% rispetto al 2008 e al periodo pre-crisi.

Tra i Paesi emergenti è l’Asia che si piazza al primo posto come mercato più vivace, con in testa Hong Kong che cresce al ritmo del 19% annuo, quindi la Cina con l’8% e l’India con +65%. I prezzi in media sono in tutto il continente più alti di quelli del 2008 di ben il 27%. L’ Italia invece si trova a fare i conti con i danni postumi della crisi che ha abbassato il valore degli immobili di circa l’ 1% per ogni anno di crisi arrivando fino ad un 10% circa in meno, portando il nostro Paese ai livelli di Sud Africa, Brasile e Russia.

Acquistare ora un immobili coi prezzi delle case così bassi potrebbe essere un’ ottima idea se avete i soldi per potervelo permettere. Le previsioni infatti lasciano sperare che l’incremento degli ultimi anni sarà costante nel tempo e quindi, nel lungo periodo, una valida scelta.

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