Gestione Partita Iva: a chi affidarla?

Posted by on Ago 12, 2017 in Notizie Legali | 0 comments

La gestione della Partita iva non è certo un compito facile e richiede, oltre che una buona dimestichezza coi numeri, anche un’ attenta dedizione alle mutevoli leggi economiche italiane. Un imprenditore o un libero professionista che già devono badare a tanti problemi ogni giorno di certo non possono essere in grado di occuparsi anche di questo, il più delle volte si sceglie quindi di delegare il tutto ad un commercialista ma come si fa a scegliere il collaboratore giusto a cui affidare un compito così delicato?

L’ affidabilità è ciò che distingue un bravo commercialista da uno che è meglio evitare. In fondo gli stai affidando la tua vita economica e se dovesse fare qualcosa di poco raccomandabile a pagarne le conseguenze saresti tu e la tua attività. Alle opzioni disponibili più classiche (studio del commercialista), oggi possiamo aggiungere anche il commercialista online (tipo Commercialista Per Me n.d.r.) che ti offre innumerevoli vantaggi nella gestione della partita Iva.

Tramite un apposito software gestionale il commercialista online è in grado di predisporre per te tutti i documenti necessari al pagamento delle imposte, i calcoli previdenziali e la dichiarazione dei redditi che tu dovrai solamente verificare e compilare da casa o dal tuo ufficio. Questa pratica modalità di gestione della Partita Iva è ottima perché ti perfette di monitorare costantemente tutto ciò che ti riguarda per non avere brutte sorprese oltre a farti risparmiare tempo e denaro.

Il nostro suggerimento è quello di rivolgerti a Commercialista Per Me, di cui trovi il link al sito in questo articolo, per poter stare tranquillo ed in regola con la legge. Non dovrai più preoccuparti di niente e soprattutto non c’è più bisogno di perdere intere giornate di lavoro per una consulenza. Il tutto avverrà direttamente online o per via telefonica.

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L’associazionismo notarile

Posted by on Feb 15, 2017 in Notizie Legali | 0 comments

Quante volte abbiamo sentito parlare di associazionismo notarile? In quinti sanno di cosa si tratta realmente? Perchè moltissimi notai scelgono di approcciarsi alla proprio professione in queste modalità? Quale vantaggio possono trarre i cittadini da questa scelte? Nel seguente articolo cercheremo di fare luce su queste domande e molto altro, spiegando nel dettaglio le motivazioni che danno vita a questo fenomeno sempre più diffuso.

Prima di passare all’analisi bisogna però comprendere che cosa si intende con associazionismo notarile e cosa tale termine sott’intende. Sicuramente anche nella vostra città avrete uno o due studi notarili nei quali è possibile trovare più notai associati. Pur essendo una carica pubblica con enormi poteri infatti il notaio è anche un libero professionista e, al pari degli avvocati, può trarre enorme beneficio dalla collaborazione coi colleghi.

Il termine “associazionismo notarile” dunque non è altro che un modo forbito ed altisonante per identificare una pratica che, ormai, è divenuta quasi la norma. I notai scelgono di aprire studi in società o di aderire a studi già avviati proprio per alleggerire il carico di lavoro ed avere altri punti di vista professionali su eventuali materie di cui non sono ancora del tutto esperti.

Spesso l’ associazionismo notarile nasce proprio durante il periodo di tirocinio (si anche i notai devono per legge fare un periodo di apprendistato), di un neo notaio che, grazie all’esperienza e alla supervisione dei colleghi più anziani ha la possibilità di “farsi le ossa” come si suol dire, in una delle professioni più complesse ed onerose che esistano.

Alcuni notai scelgono di rimanere al fianco dei loro mentori anche dopo il periodo di tirocinio e l’assunzione della carica effettiva così da farsi un nome tramite i clienti del collega e per fornire al cittadino una visione più completa delle possibilità che riguardano le sue pratiche, grazie ad una doppia consulenza. Insomma l’associazionismo notarile è così diffuso proprio per gli enormi benefici di cui possono godere sia i notai che lo praticano ma anche i clienti del loro studio.

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Unioni civili, il via alla “Cirinnà”.

Posted by on Giu 7, 2016 in Notizie Legali | 0 comments

Dopo le votazioni dei mesi scorsi che hanno approvato la cosiddetta legge “Cirinnà” sulle unioni civili, finalmente essa da ieri è entrata in vigore ed ora le coppie omosessuali possono godere di quasi tutti i diritti precedentemente riservati solo alle coppie etero. Vediamo cosa significa questo importante traguardo raggiunto dall’Italia.

Ci sono voluti anni di battaglie ma finalmente anche le coppie omosessuali possono essere riconosciute legalmente dallo Stato italiano. Le unioni civili potranno infatti essere ufficializzate e quindi donare ai coniugi più o meno gli stessi diritti delle coppie etero, salvo il comparto dedicato all’adozione che per ora rimane ancora loro precluso.

Bisogna ancora attendere che le disposizioni in merito alla celebrazioni dei matrimoni omosessuali per gli uffici comunali vengano consegnate, ma è già un incredibile passo avanti, sopratutto se si pensa che le regolamentazioni atte a tutelare quelle coppie (sia etero che gay) che non vogliono ufficializzare il loro rapporto, sono già attive.

Le unioni civili, dal punto di vista del diritto italiano, assomigliano molto al matrimonio per quanto riguarda la tutela legale, esse infatti obbligano i partner alla reciproca assistenza sia morale che materiale e a vivere sotto lo stesso tetto oltre che a dover contribuire alla vita domestica secondo le loro possibilità, mentre al contrario delle coppie etero, non è previsto l’obbligo di fedeltà.

Quest’ ultimo punto in particolare ha fatto discutere poichè in Italia le principali cause di separazione derivano proprio dall’ infedeltà di uno dei due coniugi, vedremo quindi come la legge evolverà in futuro per tutelare questo aspetto anche nelle coppie omosessuali.

 

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Norme RC auto contro la libertà di scelta

Posted by on Set 7, 2015 in Notizie Legali | 0 comments

Una modifica recente sulla normativa che regola l’rc auto sta facendo parlare molto di sè poichè a quanto pare rischia di minare seriamente la libertà di scelta dei cittadini, ma andiamo per ordine. Quando si fa un incidente e si vuole far riparare l’auto solitamente si porta nell’ officina di fiducia e si possono utilizzare i soldi di risarcimento forniti dalla propria assicurazione.

La nuova normativa però impone di portare la propria automobile a riparare soltanto in autofficine convenzionate con la compagnia assicurativa stessa. Come comprenderete questo implica una restrizione sulla libertà di scelta del cittadino non indifferente. L’associazione dei carrozzieri ha quindi espresso perplessità e preoccupazione sulla normativa sostenendo che essa andrebbe a penalizzare quelle piccole carrozzerie artigianali che operano sul territorio italiano e che non sono convenzionate con nessuna assicurazione.

Purtroppo è innegabile che tale legge penalizzi le piccole imprese, per questo l’associazione carrozzieri di Confartigianato, Cna e Casartigiani stanno chiedendo a gran voce la sospensione della suddetta legge e il ripristino della libertà di scelta da parte del cittadino di valutare le offerte delle varie officine a propria discrezione per garantire nuovamente una concorrenza corretta.

Il Governo ha giustificato la modifica apportata alla legge come intervento necessario per ridurre i costi delle assicurazioni ma sopratutto come prevenzione contro truffe verso le assicurazioni che sono diventate ormai all’ordine del giorno. Ora che il Parlamento riaprirà i battenti dopo la pausa estiva, si spera nel raggiungimento di un accordo che soddisfi entrambe le parti.

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Gelosia ossessiva? Si tratta di maltrattamento.

Posted by on Lug 27, 2015 in Notizie Legali | 0 comments

Ebbene si, finalmente grazie ad una sentenza della corte di Cassazione del 14 maggio 2015, la gelosia morbosa da parte di uno dei coniugi è diventata a tutti gli effetti un reato penalmente perseguito, che viene considerato maltrattamento in famiglia e si va ad integrare a quelli già presenti come le percosse, lesioni, ingiurie, minacce e privazioni. Una grande vittoria sopratutto per quelle donne spesso vittime dell’ attenzione morbosa di alcuni uomini.

La gelosia morbosa, che si manifesta con continue contestazioni di tradimenti inesistenti, ricerca incessante di tracce di relazioni extra coniugali attraverso il controllo di telefoni e computers, reiterate richieste di prova del DNA sui figli, controllo degli spostamenti ed orari di rientro, configura infatti ,a detta della Suprema Corte ,una vessazione psicologica punita dalla legge.

Si tratta a tutti gli effetti di una violenza psicologica che spesso rischia di sfociare anche in quella fisica e che, nei casi più gravi, può portare a lesioni serie o addirittura all’ omicidio. Il fatto che la Cassazione abbia riconosciuto la gravità di questa tipologia di comportamenti morbosi come qualcosa che deve essere punito, forse potrebbe salvare molte vite in futuro.

La sentenza però non si limita alla gelosia morbosa fra i coniugi, ma si estende anche a quei soggetti familiari che vengono considerati più deboli, ad esempio la gelosia di un padre per la figlia che lo porta a limitarne la libertà in maniera grave, tanto da causarle danni sia psicologici che fisici.

A seconda dei casi specifici le punizioni impartite a chi commette il reato di maltrattamento familiare possono variare molto, dai semplici ammonimenti ad una reclusione vera e propria nei casi più gravi.

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Ridotti i tempi per divorziare

Posted by on Mag 18, 2015 in Notizie Legali | 0 comments

La notizia è di pochi giorni fa, quando il 6 maggio il governo italiano ha approvato una nuova legge che ha la funzione di regolare le tempistiche fra separazione e divorzio, ridotte da 3 anni a 1 anno o 6 mesi. L’ 11 maggio la legge è stata quindi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà effettivamente in vigore fra pochi giorni il 26 maggio.

La separazione di una coppia è da sempre motivo di profondo stress, sia per i coniugi ma sopratutto per eventuali figli della coppia. Prima di ottenere il divorzio era necessario attendere almeno 3 anni dalla separazione, periodo giustificato per dare il tempo ai coniugi per un eventuale ripensamento e riconciliazione. Ma si è visto che tale periodo ha spesso il risultato contrario, creando ancora più distacco per via dell’impossibilità di compiere nuove scelte.

Ridurre le tempistiche fra separazione e divorzio è stata quindi la soluzione scelta con la legge n. 107, che permette ai coniugi che si siano separati consensualmente, di ottenere il divorzio in un periodo che va dai 6 mesi a un anno dalla separazione. Questo permette al giudice di dare comunque un certo periodo ai coniugi per la riconciliazione e di intervenire per tentare di far ricredere le parti, ma consente anche ai coniugi e ai figli di subire meno stress evitando di incrinare ulteriormente i rapporti.

In presenza di figli la coppia dovrà come sempre avere almeno un avvocato che li assista, mentre se non sono presenti minori nel matrimonio la scelta del legale è facoltativa. Anche in caso di presenza di minori, i termini validi per il divorzio rimangono da un minimo di 6 mesi a un massimo di 1 anno, quindi tale presenza non influenzerà il periodo di separazione in alcun modo, come alcuni avevano invece ipotizzato in precedenza.

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