Imprese nel settore turistico, come si regolano in Italia?

Posted by on Lug 6, 2018 in Notizie Legali | 0 comments

Il settore del turismo è uno dei più redditizi per un paese come il nostro ricco di arte, storia e cultura. Chi desidera aprire un’ impresa nel settore turistico però deve essere ben a conoscenza di tutte le normative e di quello che viene richiesto ad un’ azienda turistica per operare nel pieno della legalità. In questo articolo cercheremo di darvi alcune informazioni generali sulla normativa vigente e delle dritte su come avviare questo tipo di attività.

La normativa che regola diritti e doveri delle imprese turistiche è il Decreto Legislativo 79/2011, che contiene le disposizioni legislative statali, nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea e delle attribuzioni delle Regioni e degli Enti Locali. Suddetta legge viene integrata dalle discussioni e decisioni che vengono prese durante la Conferenza Nazionale del Turismo che si tiene almeno una volta ogni 2 anni e che ha la funzione di mantenere l’ uniformità dell’offerta turistica italiana.

In base al Codice, per imprese turistiche si intendono quelle che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. Anche le imprese turistiche senza finalità di lucro sono obbligate a rispettare suddetti principi.

Per poter svolgere l’attività, l’impresa turistica deve tassativamente comparire nel Registro delle Imprese, con regolare iscrizione. In oltre è necessaria anche la SCIA ovvero Segnalazione Certificata di Inizio Attività, fondamentale per poter avviare il proprio esercizio ed ottenere quindi benefici ed oneri del caso.

Nel pieno rispetto della normativa sancita dalle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, le agenzie turistiche devono impegnarsi a fornire mezzi e servizi adeguati a questi clienti per garantire un trattamento alla pari con gli altri, senza costi aggiuntivi.

Con il decreto 83/2014 convertito poi in legge, sono state stanziate risorse per agevolare le nuove startup nel settore turistico ed agevolarne quindi il rilancio.

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Cosa è e come funziona l’escrow

Posted by on Giu 2, 2018 in Notizie Legali | 0 comments

Per definire l’ escrow o acconto di garanzia in italiano, è necessario capire prima quali sono le sue funzioni. Quello che si prepone questa pratica è l’assicurare che un bene, sia esso reale o virtuale, venga preservato ed elargito al destinatario solo al verificarsi di determinate condizioni.

Scendendo più nello specifico della definizione possiamo utilizzare un esempio pratico per spiegarne il funzionamento: il depositante (soggetto che possiede il bene) lo affida al fiduciante (colui che ha il compito di custodirlo), fino a che si verificheranno le condizioni espresse nel contratto sancito al momento dell’affidamento del bene.

Quando queste condizioni saranno soddisfatte, allora il fiduciante dovrà consegnare il bene ad un beneficiario, anch’ esso precedentemente indicato nel contratto. Questo è in generale il principio su cui si basa l’ escrow.

Si può applicare l’escrow a qualunque tipologia di bene, sia esso un documento, una somma di denaro, dei titoli e via discorrendo. Uno degli utilizzi più comuni, ad esempio, è la crittazione di chiavi digitali. Visto che ormai i dati sensibili scambiati ogni giorno in rete sono sempre di più, ci si affida a terzi per metterli in sicurezza tramite chiavi pubbliche e private.

Stipulare un escrow con una società come eWitness ad esempio, è un ottimo modo per rendere sicura ed univoca la propria firma digitale, ormai richiesta per autenticare molti documenti online o per effettuare acquisti ed operazioni con questo strumento.

Ora che sai cos’è un escrow e a cosa serve, siamo certi che saprai farne buon uso per proteggere tutti i dati sensibili che ti riguardano. Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo inoltre a visitare il link riportato poco più su in questo articolo.

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L’associazionismo notarile

Posted by on Feb 15, 2017 in Notizie Legali | 0 comments

Quante volte abbiamo sentito parlare di associazionismo notarile? In quinti sanno di cosa si tratta realmente? Perchè moltissimi notai scelgono di approcciarsi alla proprio professione in queste modalità? Quale vantaggio possono trarre i cittadini da questa scelte? Nel seguente articolo cercheremo di fare luce su queste domande e molto altro, spiegando nel dettaglio le motivazioni che danno vita a questo fenomeno sempre più diffuso.

Prima di passare all’analisi bisogna però comprendere che cosa si intende con associazionismo notarile e cosa tale termine sott’intende. Sicuramente anche nella vostra città avrete uno o due studi notarili nei quali è possibile trovare più notai associati. Pur essendo una carica pubblica con enormi poteri infatti il notaio è anche un libero professionista e, al pari degli avvocati, può trarre enorme beneficio dalla collaborazione coi colleghi.

Il termine “associazionismo notarile” dunque non è altro che un modo forbito ed altisonante per identificare una pratica che, ormai, è divenuta quasi la norma. I notai scelgono di aprire studi in società o di aderire a studi già avviati proprio per alleggerire il carico di lavoro ed avere altri punti di vista professionali su eventuali materie di cui non sono ancora del tutto esperti.

Spesso l’ associazionismo notarile nasce proprio durante il periodo di tirocinio (si anche i notai devono per legge fare un periodo di apprendistato), di un neo notaio che, grazie all’esperienza e alla supervisione dei colleghi più anziani ha la possibilità di “farsi le ossa” come si suol dire, in una delle professioni più complesse ed onerose che esistano.

Alcuni notai scelgono di rimanere al fianco dei loro mentori anche dopo il periodo di tirocinio e l’assunzione della carica effettiva così da farsi un nome tramite i clienti del collega e per fornire al cittadino una visione più completa delle possibilità che riguardano le sue pratiche, grazie ad una doppia consulenza. Insomma l’associazionismo notarile è così diffuso proprio per gli enormi benefici di cui possono godere sia i notai che lo praticano ma anche i clienti del loro studio.

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Unioni civili, il via alla “Cirinnà”.

Posted by on Giu 7, 2016 in Notizie Legali | 0 comments

Dopo le votazioni dei mesi scorsi che hanno approvato la cosiddetta legge “Cirinnà” sulle unioni civili, finalmente essa da ieri è entrata in vigore ed ora le coppie omosessuali possono godere di quasi tutti i diritti precedentemente riservati solo alle coppie etero. Vediamo cosa significa questo importante traguardo raggiunto dall’Italia.

Ci sono voluti anni di battaglie ma finalmente anche le coppie omosessuali possono essere riconosciute legalmente dallo Stato italiano. Le unioni civili potranno infatti essere ufficializzate e quindi donare ai coniugi più o meno gli stessi diritti delle coppie etero, salvo il comparto dedicato all’adozione che per ora rimane ancora loro precluso.

Bisogna ancora attendere che le disposizioni in merito alla celebrazioni dei matrimoni omosessuali per gli uffici comunali vengano consegnate, ma è già un incredibile passo avanti, sopratutto se si pensa che le regolamentazioni atte a tutelare quelle coppie (sia etero che gay) che non vogliono ufficializzare il loro rapporto, sono già attive.

Le unioni civili, dal punto di vista del diritto italiano, assomigliano molto al matrimonio per quanto riguarda la tutela legale, esse infatti obbligano i partner alla reciproca assistenza sia morale che materiale e a vivere sotto lo stesso tetto oltre che a dover contribuire alla vita domestica secondo le loro possibilità, mentre al contrario delle coppie etero, non è previsto l’obbligo di fedeltà.

Quest’ ultimo punto in particolare ha fatto discutere poichè in Italia le principali cause di separazione derivano proprio dall’ infedeltà di uno dei due coniugi, vedremo quindi come la legge evolverà in futuro per tutelare questo aspetto anche nelle coppie omosessuali.

 

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Norme RC auto contro la libertà di scelta

Posted by on Set 7, 2015 in Notizie Legali | 0 comments

Una modifica recente sulla normativa che regola l’rc auto sta facendo parlare molto di sè poichè a quanto pare rischia di minare seriamente la libertà di scelta dei cittadini, ma andiamo per ordine. Quando si fa un incidente e si vuole far riparare l’auto solitamente si porta nell’ officina di fiducia e si possono utilizzare i soldi di risarcimento forniti dalla propria assicurazione.

La nuova normativa però impone di portare la propria automobile a riparare soltanto in autofficine convenzionate con la compagnia assicurativa stessa. Come comprenderete questo implica una restrizione sulla libertà di scelta del cittadino non indifferente. L’associazione dei carrozzieri ha quindi espresso perplessità e preoccupazione sulla normativa sostenendo che essa andrebbe a penalizzare quelle piccole carrozzerie artigianali che operano sul territorio italiano e che non sono convenzionate con nessuna assicurazione.

Purtroppo è innegabile che tale legge penalizzi le piccole imprese, per questo l’associazione carrozzieri di Confartigianato, Cna e Casartigiani stanno chiedendo a gran voce la sospensione della suddetta legge e il ripristino della libertà di scelta da parte del cittadino di valutare le offerte delle varie officine a propria discrezione per garantire nuovamente una concorrenza corretta.

Il Governo ha giustificato la modifica apportata alla legge come intervento necessario per ridurre i costi delle assicurazioni ma sopratutto come prevenzione contro truffe verso le assicurazioni che sono diventate ormai all’ordine del giorno. Ora che il Parlamento riaprirà i battenti dopo la pausa estiva, si spera nel raggiungimento di un accordo che soddisfi entrambe le parti.

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Gelosia ossessiva? Si tratta di maltrattamento.

Posted by on Lug 27, 2015 in Notizie Legali | 0 comments

Ebbene si, finalmente grazie ad una sentenza della corte di Cassazione del 14 maggio 2015, la gelosia morbosa da parte di uno dei coniugi è diventata a tutti gli effetti un reato penalmente perseguito, che viene considerato maltrattamento in famiglia e si va ad integrare a quelli già presenti come le percosse, lesioni, ingiurie, minacce e privazioni. Una grande vittoria sopratutto per quelle donne spesso vittime dell’ attenzione morbosa di alcuni uomini.

La gelosia morbosa, che si manifesta con continue contestazioni di tradimenti inesistenti, ricerca incessante di tracce di relazioni extra coniugali attraverso il controllo di telefoni e computers, reiterate richieste di prova del DNA sui figli, controllo degli spostamenti ed orari di rientro, configura infatti ,a detta della Suprema Corte ,una vessazione psicologica punita dalla legge.

Si tratta a tutti gli effetti di una violenza psicologica che spesso rischia di sfociare anche in quella fisica e che, nei casi più gravi, può portare a lesioni serie o addirittura all’ omicidio. Il fatto che la Cassazione abbia riconosciuto la gravità di questa tipologia di comportamenti morbosi come qualcosa che deve essere punito, forse potrebbe salvare molte vite in futuro.

La sentenza però non si limita alla gelosia morbosa fra i coniugi, ma si estende anche a quei soggetti familiari che vengono considerati più deboli, ad esempio la gelosia di un padre per la figlia che lo porta a limitarne la libertà in maniera grave, tanto da causarle danni sia psicologici che fisici.

A seconda dei casi specifici le punizioni impartite a chi commette il reato di maltrattamento familiare possono variare molto, dai semplici ammonimenti ad una reclusione vera e propria nei casi più gravi.

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